L’amore infedele: l’affair Ashley Madison

homepage Ashley Madison

Tradimenti, ricatti, cybercrime, furto di informazioni riservate, suicidi. Ed in fondo è “solo” un sito internet.

Quando ad essere tradito è il traditore.

Ashley Madison è un sito dedicato alle scappatelle extraconiugali, nato per far incontrare persone che decidono di avere un’avventura senza complicazioni (in teoria). Purtroppo per loro però, gli aspetti legati alla sicurezza sul sito diventano oggetto dell’azione di un gruppo di hacker, noto come The Impact Team, che prima chiede la chiusura del sito e successivamente ne diffonde i dati (riassunto della vicenda).

Leggere adesso i contenuti in homepage del sito Ashley Madison ha un sapore decisamente amarognolo:

incontri discreti tra persone sposate
SSL Sito Sicuro
Premio Sicurezza Fidata

Anzi, per una strana forma di ironia percepibile solamente a posteriori, quello che sarebbe successo era da sempre in bella mostra nell’angolino in fondo a sinistra:

Ne parlano su: Rai 2, Sky Tg 24, TgCom, La Repubblica, Il Corriere della Sera, La Stampa, GQ, Max, Vogue, Panorama, Cosmopolitan, Men’s Health.

Dubito però che qualcuno abbia mai letto queste parole attribuendogli il significato che gli diamo oggi.

Questione morale?

Che sia un sito particolare lo abbiamo capito tutti. Destinato ad una nicchia specifica: aspiranti fedifraghi o amanti seriali di lungo corso, newbie o seguaci dei poliamori, tutti accomunati da un unico fattore, il matrimonio.

Il sito promuove(va) quindi incontri discreti tra persone sposate, che, incredibilmente e cosa che ha stupito tutti (!) a volte decidono di tradire. Ora, il tradimento, l’etica, l’amore e tutti i discorsi morali non hanno certo scoraggiato quasi 40 milioni di persone ad iscriversi, confidando nella riservatezza dei loro dati.

Oltre 39.645.000 iscritti anonimi! (dati riportati sul sito)

A questo punto è necessario ribadire un concetto: ognuno è artefice del proprio destino e della propria vita è libero di farne quel che vuole. Si tratta di gente adulta, di sicuro maggiorenne ed in grado di intendere e di volere: vogliono tradire? Che ne rispondano alla loro coscienza ed ai loro affetti. Non a me, non a voi. Ecco perché dovremmo spostare il focus dell’intera vicenda annullando la questione morale e concentrandoci sul vero problema, che è di natura tecnica e legale. Ed è la protezione dei dati.

Problema globale, impatto locale

Mappa utenti Ashley Madison
Mappa utenti Ashley Madison

Uno potrebbe chiedersi: ma è un sito americano, perché dovrebbe interessarmi? E qui arriva la sorpresa. Navigando nel sito da cui è tratta la mappa riportata in figura (www.tecnilogica.cartodb.com con 4 452 624 mapviews) si scopre ad esempio che anche in quei paesini remoti della Calabria dove non ti immagini neanche vi sia la connessione ad internet, beh, anche li c’era qualcuno registrato.

Ora, non sto qui a snocciolare i dati degli iscritti per comune ma volevo solo dare uno spunto di riflessione per sottolineare come non esista più (solamente) la dimensione locale. Ognuno di noi è inserito in un contesto globale e pertanto può risentire in maniera più o meno importante di azioni che potenzialmente possono svolgersi agli antipodi del nostro pianeta. Ecco perché é importante conoscere i rischi derivanti dalle nostre azioni (e provare ad anticipare anche quelli degli altri) per agire in maniera preventiva. E magari applicare un pizzico di buon senso quando facciamo azioni connesse con i nostri dati personali.

Life is short (‘cause you) have an affair

LifeIsShort

In questa torbida vicenda si inserisce un elemento molto grave, individuabile nella responsabilità di chi, gestendo il sito, avrebbe dovuto garantire in maniera oggettiva gli elevati standard di sicurezza che millantava di avere. Anche perché uno dei servizi offerti era quello di “cancellare” le informazioni degli utenti dopo il pagamento di 19$, cosa che ha fruttato circa 1,7 milioni di dollari di ricavo nel 2014 (Ashley Madison’s $19 ‘full delete’ option made the company millions ). 

Secondo diverse agenzie di news, tre suicidi sono correlabili a questa diffusione di informazioni (Google digitando “Ashley Madison” restituisce ben 182.000.000 risultati). Cosa succederà adesso? Una probabile evoluzione della vicenda potrebbe essere una class action. 

Come fregare il curiosone

Di fronte ad un polverone del genere, è lecito aspettarsi grande interesse. Nonostante la curiosità e nonostante il fatto che i dati siano stati resi disponibili al donwload, trovare l’elenco delle mail non è proprio semplicissimo, ed ecco che non tardano ad arrivare servizi per controllare se la propria e-mail (o perchè no, quella dei propri partner) sia stata inserita o meno sul famigerato sito. Ecco la pagina di ricerca delle mail su Trustify :

homepage Trustify
homepage Trustify

Mentre l’homepage di Ashley Cynical è più spartana:

homepage ashleycinical

Notato niente di strano? L’ultima riga riporta “Do not use the Trustify search site. They are recording email address searches and spamming/extorting people”  e allega una discussione su Reddit in merito (Trustify attempting to capitalize already on other people’s misery).

Una sorta di penitenza per l’impiccione di turno, così che impari ad essere malizioso quando si tratta di inserire i propri dati personali (invece di fare il moralista).

 

  • Gaetano Fabiano

    Analisi spettacolare

    • Francesca Florence

      Grazie mille @Gaetano!

  • Giuseppe

    Un analisi perfetta, wiki francesca!

    • Francesca Florence

      Grazie mille @Giuseppe! Mi fa davvero piacere 🙂

  • riccardo

    Brava Francesca!

    • Francesca Florence

      Super grazie! @Riccardo

  • Sergio Niger

    Superlativo! Bravissima Francesca.

    • Francesca Florence

      Grazie @Sergio, sono lusingata!